lunedì 16 gennaio 2012

LA MEMORIA


Spesso sentiamo lamentarsi gli individui che giungono alla nostra osservazione di avere problemi di memoria. Questo sintomo, essendo associato anche a problematiche neurologiche importanti, genera a volte timori nei soggetti che lo provano. Fortunatamente spesso è solo un sintomo funzionale che però acquisisce importante significato in energetica. La memoria a lungo termine (quella su fatti avvenuti nel passato) è gestita dall' energia del cuore. Di conseguenza una buona memoria remota sarà segno di una buona energia del cuore, al contrario il dimenticarsi facilmente di ciò che avvenuto un tempo, può significare deficit di fuoco. Discorso diverso va fatto per la memoria a breve termine che è gestita dall' energia renale. L' energia renale si esaurisce fisiologicamente con l'età ed è per questo che le persone anziane ricordano bene fatti avvenuti tanti anni fa, ma dimenticano ciò che hanno fatto il giorno prima. Nelle sindromi ansiose, abbiamo visto, che è il rene il meridiano debole. Da ciò possiamo dedurre che la smemoratezza e l' ansia possono essere facilmente presenti nelle debolezze renali come sintomi della stessa situazione energetica. Di conseguenza per migliorare la memoria a breve termine dobbiamo nutrire il rene.
Come ? Con tutti quei sistemi che ci offre la medicina energetica (compresa l' alimentazione) e che saranno diversi da soggetto a soggetto, ma che spesso coincideranno con quelli per l' ansia.
Parimenti coincideranno per quelli della depressione nei casi di smemoratezza per il passato

lunedì 9 gennaio 2012

VISIONE CRISTIANA DEL DOLORE


Per la nostra società, ciò che conta è l'efficienza, la produzione e soprattutto il consumo, noi siamo consumatori ma non solo di beni e prodotti, siamo consumatori di vita, "la vita va vissuta" dicono i giovani imbottiti di droghe sintetiche...in questa prospettiva che significato dare alla sofferenza e al dolore? Nessuno! il dolore è il non senso della vita è ciò che limita la mia efficienza, ciò che mi toglie il gusto di vivere e se esso è invincibile, cronico, inesorabile allora è meglio morire... la vita che si trasfigura nella sofferenza sbiadisce il suo misterioso significato e l'unica strategia difronte al dolore è la fuga, la sua soppressione ad ogni costo...anche a costo della vita.

Anche chi professa una religione vacilla difronte alla sofferenza, specialmente quella "innocente" dei bambini e quanti hanno perso la fede perchè travolti da un grande dolore (pensiamo a quei genitori a cui è toccato sopravvivere ai figli)?

Ma che cos'è il dolore? Mi sono posto molte volte questa domanda...ho cercato nei vangeli una risposta e con grande meraviglia non ho trovato parole: al contrario ho trovato Dio stesso che ha deciso di provare il dolore e la sofferenza

"uomo dei dolori che ben conosce il soffrire" Isaia 53,1-10

ho travato la Madre di Dio a cui è toccato seppellire suo Figlio e ungerne il corpo trafitto da infiniti dolori.

Se Dio stesso, nel suo Figlio Gesù, ha deciso di salvare l'umanità attraverso il dolore, vuol dire che il dolore ha un significato, che nessuno soffre inutilmente, che nessun dolore è inutile. Dio ha fatto della sofferenza uno strumento di salvezza e chiunque stia ora trafitto su un letto d'ospedale può contribuire anche con la sua immobilità e apparente inutilità a salvare il mondo, fosse anche quel piccolo mondo che gli sta vicino per assisterlo. Ciò che ai nostri occhi sembra inutile è invece prezioso, ciò che sembra impotenza è invece salvezza o meglio compartecipazione alla salvezza e questo può diventare sorgente d'acqua viva nel deserto della sofferenza

"Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa" Col 1,24
Ma c'è dell'altro...nella Bibbia un intero libro è dedicato al dolore: è quello di Giobbe nell'Antico Testamento. Giobbe non è un personaggio reale ma la sua storia è la sintesi di ciò che gli ebrei avevano capito dell'esperienza del dolore. A Giobbe, come molti di voi sapranno, accadono una serie incredibile di avvenimenti, da ricco diventa povero, i figli muoiono uno dietro l'altro e alla fine anche lui si ammala e sta per morire; come se non bastasse arrivano anche alcuni rompiscatole a fargli delle domande per saggiare la sua fede (da qui il detto "sei paziente come giobbe") ma all'inizio del libro sembrerebbe già arrivata la conclusione
"Nudo uscii dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, benedetto il Nome del Signore" Gb 1,21
bhè tutto qui? Ovviamente no, tanto che siamo al primo capitolo...come a dire che difronte al dolore non ci può essere solo una cieca accettazione, c'è molto di più e infatti alla fine del libro, dopo aver provato ogni sorta di sofferenza Giobbe dice:
"Il mio orecchio aveva sentito parlar di te ma ora l'occhio mio t'ha veduto"
Nell'esperienza del dolore c'è quindi come un canale privilegiato per conoscere Dio: Dio si mostra a colui che soffre e a colui che soffre Dio dona se stesso.


Con il contributo di Fabio T. (insegnante di religione)
che ringraziamo e volentieri pubblichiamo

mercoledì 4 gennaio 2012

IL DOLORE


La nascita dei vari tipi di medicina nelle diverse culture e tempi ha avuto come principale movente quello di combattere il dolore. Sicuramente alleviare o togliere un dolore, di qualsiasi natura esso sia, costituisce un successo terapeutico che può fare la fortuna della medicina e del medico e spesso diviene l' obiettivo primario da raggiungere. Non a caso i farmaci più venduti nel mondo occidentale sono : gli antidolorifici per i dolori del corpo e gli ansiolitici e gli antidepressivi per quelli dell' anima. Eppure il dolore non andrebbe visto esclusivamente come un nemico. La sua funzione è spesso di alleato e di guida per ogni essere vivente. Se non avessimo dolore quando mettiamo inavvertitamente una mano sul fuoco, probabilmente la bruceremmo prima di ritrarla; così se non avessimo un dolore dopo una frattura del piede continueremmo a camminare fino a distruggerlo. Gli esempi potrebbero essere infiniti, e su questo piano tutti potrebbero essere d' accordo. Un po' più complicato il discorso diviene su altri tipi di dolore, per esempio su quelli psichici, dove la correlazione tra causa ed effetto non è sempre cosi' palese. Bach (l'inventore del sistema di cura basato sui fiori) diceva che ogni dolore se ne andrà quando diverrà inutile, ma la sua presenza deve farci trovare dentro di noi la risposta alla sua causa. Spesso ci sono situazioni emozionali e di dipendenza che causano conflitti tra il naturale flusso energetico e i blocchi che essi generano. Questa situazione è ben conosciuta in medicina energetica dove la localizzazione dei blocchi e la loro risoluzione costituisce l'essenza della pratica medica. Pertanto, più che anestetizzare un dolore, ci si prefigge di capirlo per poterlo rimuovere dall' origine ( quando possibile), giungendo cosi' alla vera guarigione. In conclusione un mal di testa passeggero e limitato può essere tranquillamente trattato con un analgesico, ma quando esso diviene frequente e persistente significa che il nostro organismo ci sta mandando dei segnali che richiedono attenzione, per poter capire e risolvere il problema, e non soffocarlo a ripetizione fino a causare nuovi malanni ( da farmaci), che si aggiungono e aggravano quello primario. E lo stesso dicasi per svariati malesseri più o meno gravi che condizionano la nostra esistenza

martedì 3 gennaio 2012

Demoni di moda


Confrontando con un certo distacco le generazioni umane susseguitesi negli ultimi decenni potremmo distinguerle anche sulla base dei draghi(peccati capitali) dominanti il pensiero dell'epoca. Il periodo bellico con le sue immani tragedie aveva esasperato negli animi degli uomini i sentimenti di ira e di rancore (invidia secondo il senso etimologico della parola) per cui l'odio tra individui aveva assunto connotati difficilmente immaginabili ai giorni nostri. La povertà e la fame provati, portarono alla fine del conflitto bellico ad un' accentuazione del desiderio di possesso materiale, con una corsa crescente all' accaparramento ed una conseguente avarizia, che si può riscontrare con risvolti quasi ridicoli in molti anziani di oggi che proprio in quegli anni sperimentarono la vera e propria fame. I giovani degli anni 50-60 sentirono invece un forte impulso all' affermazione personale. L'istruzione, con un certo sacrificio, era alla portata di molti e il desiderio di diventare ''qualcuno'' e di superare la precedente condizione di umili agricoltori costituì un forte impulso a salire sulla scala sociale. E' la generazione della superbia, dei grossi sacrifici sui libri e sul lavoro manuale. Sono gli attuali individui sopra i 60 anni che non a caso tengono stretto il potere acquisito nei vari campi , politico ,economico,culturale. I loro disturbi fisici sono quelli legati all'ipertensione, alle gastriti, all'abuso del fumo e agli altri che vedemmo trattando l'elemento metallo. I quaranta-cinquantenni attuali invece sono i figli delle discoteche, del sesso libero, dell' esaltazione del corpo e della giovinezza. Sono individui con disturbi sull' elemento acqua (vedi posts precedenti) con frequenti sindromi ansioso-depressive. Sono gli attuali consumatori di psicofarmaci, Viagra e medicina estetica. E il demone che si sta imponendo nelle nuove generazioni allora qual'è?


E' l'accidia. Droghe e alcool per stare sballati, computers e videogiochi per vivere un po' e solo virtualmente. Ore e ore davanti alla tv e internet a guardare la vita degli altri.




Secondo la visione taoista anche i demoni hanno una loro ciclicità e sembrerebbe che siano loro a dirigere la storia . E l'uomo cos'è un burattino in balia delle forze distruttive? Assolutamente no.Egli ha dentro la propria coscienza la possibilità di accedere alla Verità che lo rende libero e che Qualcuno nella storia gli ha anche rivelato.

giovedì 15 settembre 2011

GLI OCCHIALI



Cosa vedrei se riuscissi a guardare il mondo senza il filtro apportato dalle emozioni negative,cosa vedrei guardando me stesso senza il velo oscuro dei 7 draghi?
La realtà oggettiva,una rappresentazione veritiera della Verità.

Avendo davanti una persona e non vedendola con la lussuria,con l'ira, con l'accidia,con l'avarizia,con l'invidia,con la gola,con la superbia, cosa vedrei?
Forse un fratello, un altro me stesso.

Probabilmente è impossibile togliersi gli occhiali, ma almeno dargli una pulita ogni tanto è consigliabile per la nostra salute e per quella di tutto l'universo.

Il primo passo per la pulizia è il silenzio e l'osservazione interiore.

Vedersi gli occhiali e non credere a tutto ciò che essi fanno vedere è già un grande passo.

domenica 24 luglio 2011

caffè ed effetti collaterali



Apparentemente niente sembra più semplice e familiare di una tazzina di caffè, ma invece dovremmo prestare più attenzione al suo utilizzo, in quanto la caffeina in esso contenuta ne fa un alimento con proprietà vicine a quelle dei farmaci.
Si dice che 2-3 tazzine al giorno possano essere un utile e piacevole abitudine, poichè possono aiutare a stare più vigili, favorire la digestione dopo pranzo e altre virtù che i soliti ''studi'' di tanto in tanto presentano sui mass-media.
Sappiamo che la caffeina è un eccitante del sistema nervoso, ha proprietà vasocostrittrici e anche antidolorifiche.
A noi interessano però le proprietà energetiche e le conseguenze che esse possono avere sul nostro organismo.
Il caffè tonifica lo yang del legno innalzando il fuoco di fegato, pertanto può dare alcuni benefici agli individui che hanno deficit in tale loggia energetica,ma disturbare ulteriormente chi ha già un alto fuoco di fegato.
Così le 2-3 tazzine giornaliere possono essere una dose abnorme per alcuni soggetti che presentino deficit di acqua, di terra o di metallo.
Ai soggetti in deficit di acqua può aumentare l'ansia e l'insonnia, ai soggetti in deficit di terra può aumentare i sintomi legati alla gastrite e parodassalmente la sonnolenza post prandiale, ai soggeti in deficit metallo può aumentare l'arroganza, il nervosismo l'insonnia e la colite.
Con tali premesse anche un solo caffè può essere nocivo.
Anche il presunto effetto antistanchezza sarà totalmente nullo nelle stanchezze da deficit renale (la maggior parte nell'esperienza clinica)da peggiorarle addirittura nel tempo.
Molti sono consapevoli di stare male prendendo il caffè e lo evitano, altri invece giungono alla nostra osservazione senza rendersi conto che molti sintomi sono notevolmente peggiorati da questa abitudine.
Discorso diverso vale per i soggetti in deficit di yang e con una forte loggia acqua terra, per i quali anche 2-3 caffè al giorno possono essere totalmente tollerati e costituire anche un valido aiuto energetico.
In conclusione ognuno è diverso e ciò che può essere innocuo per l'uno può essere estremamente dannoso per un altro, pertanto conoscere sè stessi e capire ciò che ci fa bene e ciò che ci fa male è sicuramente un primo passo verso il benessere.

giovedì 19 maggio 2011

IL MONDO AL CONTRARIO

Cosa è meglio per essere felici?

Avere tanto potere e fama o vivere in maniera anonima e quasi invisibile?
Mangiare tanto e con esaltazione di sapori o poco e mediamente insipido?
Farsi valere e temere e vendicare le ingiustizie o dimenticarle sembrando dei codardi?
Arricchirsi, accumulare e vivere tra i lussi o vivere sobriamente, possedendo quasi niente?
Oziare tutto il giorno o lavorare con fatica?
Avere tante donne e fare tanto sesso o vivere castamente?

La risposta del mondo a queste domande è facilmente prevedibile.
Diversa è la visione dei grandi pensieri filosofico-religiosi nei secoli fino ad arrivare al paradosso evangelico delle Beatitudini dove viene addirittura esaltata la sofferenza.

Chi ha ragione?

La nostra salute è indubbio che si giovi più della rinuncia ai vizi, che degli eccessi, facendoci intuire che la nostra intima essenza ragiona in maniera diversa dal pensiero corrente.
Se io fumo, pensando di fare una cosa per me piacevole, ma il mio corpo dà espliciti segnali di insofferenza nei confronti di questa pratica, fino ad arrivare alla malattia, significa che c'è una scissione tra il me e il mio essere tale che il mio pensiero entra in totale conflitto con ogni mia cellula.
Di conseguenza io divento nemico del mio corpo e una volta malato, il mio corpo diventa mio nemico a sua volta. Questa schizofrenia dimostra l'esistenza di due volontà contrapposte in un unico individuo, una verso la vita e una verso la morte.
Diventa pertanto facilmente intuibile che la volontà di distruzione viene diretta dalle dipendenze (dai sette draghi , i sette vizi) che a discapito di un effimero godimento tendono a distruggere corpo e mente, annientando la volontà.

In una persona sana e felice la volontà dell' io e quella di ogni singola cellula tendono nella medesima direzione : la vita e l'amore, che poi è la direzione della Volontà cosmica,del Tao, di Dio.

Una volta giunti a questa consapevolezza tutto facile ?
Assolutamente no.
Però questo primo passo è indispensabile per capire chi sono e dove tendo e che forse il mondo pensa in modo contrario alla Verità.